Il 6 ottobre 2026, in una dichiarazione rilasciata alla stampa, l’ex presidente Donald Trump ha annunciato che cessera’ l’utilizzo di fondi dei contribuenti per finanziare spot pubblicitari che promuovono la sua persona e le sue politiche. L’annuncio arriva dopo una crescente pressione bipartisan da parte di membri del Congresso, che hanno sollevato preoccupazioni sulla legittimita’ di tale pratica, sostenendo che potrebbe configurare una violazione delle norme federali che proibiscono l’uso di denaro pubblico per attivita’ di natura politica o elettorale.
Secondo quanto riportato dalla BBC, gli spot in questione erano stati diffusi attraverso canali televisivi e digitali finanziati, almeno in parte, da agenzie governative. I critici hanno sottolineato che tali investimenti configurerebbero un uso improprio delle risorse statali, vietato dal cosiddetto “Anti-Deficiency Act” e da altre disposizioni del Titolo 31 del Codice degli Stati Uniti, che impediscono l’utilizzo di fondi congressionali per attivita’ di propaganda politica. La questione ha attirato l’attenzione sia dei rappresentanti repubblicani che di quelli democratici, i quali hanno chiesto formalmente al Governo di chiarire se le spese fossero conformi alla legge.
In risposta alle richieste di trasparenza, Trump ha dichiarato che il suo team interrompera’ immediatamente ogni contratto pubblicitario finanziato con denaro pubblico e che verifichera’ che tutte le future campagne di comunicazione siano finanziate esclusivamente tramite fondi privati o raccolte di partito. Ha inoltre affermato che la decisione e’ stata presa “nel rispetto delle istituzioni e per evitare qualsiasi apparizione di conflitto di interesse”.
Esperti di diritto amministrativo hanno osservato che, sebbene l’annuncio possa ridurre il rischio di azioni legali, resta da verificare se le spese gia’ sostenute siano state effettivamente illegali. Alcuni hanno suggerito che il Congresso potrebbe avviare un’indagine ufficiale presso l’Ufficio di Controllo dei Conti Pubblici (GAO) per accertare l’ammontare delle risorse utilizzate e la loro conformità alle normative vigenti.
L’episodio rientra in un piu’ ampio dibattito sull’uso delle risorse governative per scopi di comunicazione politica, tema che ha gia’ visto diversi precedenti negli ultimi decenni, tra cui le controversie legate all’uso di fondi per la promozione di iniziative amministrative durante periodi elettorali. La decisione di Trump potrebbe quindi rappresentare un precedente significativo per future amministrazioni, imponendo un maggiore scrupolo nella distinzione tra attivita’ istituzionali e campagne di promozione personale.

