L’Osservatorio della Terra della NASA ha pubblicato nuove immagini e analisi del cratere Spider, una struttura d’impatto situata nella regione del Pilbara, nel Western Australia. La formazione, che misura circa 13 chilometri di diametro, deve il suo nome peculiare alle fratture radiali che si estendono dal bordo esterno verso l’interno, conferendole un aspetto simile a quello di un ragno quando osservata dallo spazio.
Secondo i dati diffusi dalla NASA il 13 ottobre 2026, le immagini sono state acquisite dallo strumento Operational Land Imager (OLI) a bordo del satellite Landsat 8. La risoluzione delle riprese permette di distinguere chiaramente la morfologia a ‘zampe’ che caratterizza questo cratere, rendendolo uno degli esempi più spettacolari di struttura d’impatto erosiva visibili dalla superficie terrestre.
Geologicamente, il cratere Spider si trova all’interno del bacino di Pilbara, una delle aree crostali più antiche e stabili del pianeta. La roccia di base è costituita prevalentemente da formazioni sedimentarie proterozoiche, tra cui quarziti e scisti, che hanno registrato una complessa storia tettonica. L’evento d’impatto che ha generato la struttura è stimato tra i 600 e i 900 milioni di anni fa, sebbene la datazione precisa rimanga oggetto di studio. L’erosione differenziale ha giocato un ruolo chiave nel modellare l’aspetto attuale: le fratture radiali, probabilmente generate dall’onda d’urto dell’impatto e successivamente amplificate da processi tettonici, hanno favorito l’erosione preferenziale lungo linee di debolezza strutturale, scavando i canali che oggi appaiono come ‘zampe’.
L’interesse scientifico per il cratere Spider va oltre la sua morfologia insolita. Le strutture d’impatto ben conservate sulla Terra sono rare, a causa dell’attività geologica continua che tende a cancellarle o seppellirle. Il cratere Spider, grazie alla stabilità del cratone del Pilbara, offre una finestra accessibile sui processi che plasmano le superfici planetarie. Lo studio delle sue fratture radiali fornisce analogie utili per interpretare formazioni simili osservate su Marte, sulla Luna e su altri corpi rocciosi del sistema solare, dove l’erosione atmosferica e idrica è assente o trascurabile.
I ricercatori della NASA e dei centri geologici australiani collaborano per integrare i dati satellitari con rilievi di campagna, analisi petrografiche e datazioni radiometriche. L’obiettivo è ricostruire la cinematica dell’impatto, l’energia rilasciata e gli effetti ambientali regionali. Particolare attenzione è rivolta alla possibile presenza di minerali ad alta pressione, come la coesite o la stishovite, che confermerebbero in modo inequivocabile l’origine meteoritica e permetterebbero di vincolare le condizioni di pressione-temperatura raggiunte durante l’evento.
La pubblicazione delle immagini e dei dati preliminari da parte dell’Earth Observatory rientra nell’impegno della NASA di rendere accessibili alla comunità scientifica e al pubblico le osservazioni del nostro pianeta dallo spazio. Il cratere Spider si aggiunge così al catalogo delle strutture d’impatto terrestri studiate tramite telerilevamento, dimostrando come la combinazione di satelliti per l’osservazione della Terra e geologia di campagna continui a svelare pagine della storia cosmica del nostro pianeta.
Fonti
- An Impact Structure With Legs — nasa.gov
- An Impact Structure With Legs — nasa.gov
