Il progetto Silicon Box per Novara entra nella fase operativa con un investimento complessivo indicato in 3,2 miliardi di euro. Il Vulcan Project punta alla realizzazione della prima fabbrica europea dedicata all’assemblaggio e al test avanzato dei semiconduttori. L’iniziativa si colloca nel quadro europeo del Chips Act e porta in Piemonte una parte della filiera considerata strategica per l’industria digitale.
Il polo dovrebbe concentrarsi sulle fasi che seguono la produzione del wafer: assemblaggio, integrazione e verifica dei chip. Sono attività decisive perché determinano affidabilità, prestazioni e possibilità di impiego dei componenti in settori diversi, dall’elettronica all’automotive, dalle telecomunicazioni alla manifattura avanzata.
Il sostegno pubblico previsto ammonta a 1,3 miliardi di euro. La quota è legata alla rilevanza strategica dell’investimento e alla necessità di creare in Europa capacità produttiva, competenze e autonomia tecnologica. Il progetto prevede inoltre circa 1.600 posti di lavoro, tra occupazione diretta e indotto qualificato, con un impatto atteso sul sistema della formazione e della ricerca.
Per Novara la scelta rappresenta una trasformazione industriale di lungo periodo. Un impianto di questo tipo richiede infrastrutture, energia, competenze specialistiche e un rapporto stabile con università e centri tecnologici. L’effetto non si misura solo nei posti creati all’interno dello stabilimento: può estendersi a fornitori, laboratori, servizi e imprese che lavorano lungo la catena del valore.
La sfida sarà passare dall’annuncio all’esecuzione, mantenendo tempi, costi e obiettivi industriali. Il Chips Act europeo nasce per ridurre dipendenze e rafforzare la capacità del continente. Il progetto Silicon Box porta questa strategia su un territorio preciso: Novara diventa un punto di osservazione per capire se l’Europa saprà trasformare la politica industriale sui semiconduttori in produzione, competenze e lavoro.
Fonte: Comune di Novara, “Lavori, progetti e cantiere”, 1 ottobre 2026.
