Il 16 ottobre 2026, presso il complesso di lancio della NASA, Allison Mjoen ha assistito al riempimento dello stadio centrale del razzo Space Launch System (SLS) con propellente superrefrigerato e all’accensione successiva dei motori. Mjoen, che ricopre il ruolo di operations manager all’interno dell’Exploration Ground Systems Program, ha seguito da vicino le procedure di terra che precedono il lancio, coordinando i team responsabili del trasferimento del carburante, dei controlli di pressione e della verifica dei sistemi di sicurezza.
Durante l’operazione, il propellente criogenico – una miscela di idrogeno liquido e ossigeno liquido – è stato pompato nei serbatoi dello stadio centrale a temperature prossime allo zero assoluto, necessario per garantire la massima densità e prestazioni del motore. Una volta completato il riempimento, le valvole di apertura hanno consentito al flusso di raggiungere i motori RS-25, che hanno acceso la sequenza di accensione provocando il caratteristico ruggito del razzo. Mjoen ha raccontato di aver provato “awe and pride” mentre osservava, insieme alla sua famiglia, il vapore di ghiaccio che si sollevava dalla piattaforma di lancio e il vibrare del terreno sotto i piedi.
L’Exploration Ground Systems Program è responsabile della preparazione, del trattamento e del lancio dei veicoli spaziali della NASA, inclusa l’infrastruttura di terra necessaria per le missioni Artemis. Il lavoro di Mjoen comprende la supervisione dei test di integrazione tra lo stadio centrale, i booster a combustibile solido e i sistemi di avionica, nonché la conduzione delle prove di conto alla rovescia che verificano la prontezza di tutti i sottosistemi prima del lancio effettivo.
La missione osservata quel giorno corrisponde al primo volo integrato dello SLS, noto come Artemis I, che ha inviato una capsula Orion senza equipaggio in un’orbita lunare distante per testare le prestazioni del veicolo di lancio e del modulo di servizio in condizioni di spazio profondo. Nonostante l’assenza di astronauti a bordo, il successo del lancio rappresenta una tappa fondamentale verso gli obiettivi successivi del programma Artemis: il ritorno di esseri umani sulla superficie lunare e, in seguito, l’esplorazione di Marte.
Mjoen ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra i diversi centri della NASA – Kennedy Space Center, Marshall Space Flight Center e Johnson Space Center – e dei contractor industriali che hanno fornito i componenti dello SLS. Ha inoltre evidenziato come le lezioni apprese durante le operazioni di riempimento e accensione siano state utilizzate per affinare le procedure di conto alla rovescia delle future missioni Artemis II e Artemis III, le quali prevedono rispettivamente un volo con equipaggio attorno alla Luna e un allunaggio vicino al polo sud lunare.
Infine, l’articolo si conclude con la riflessione di Mjoen sul valore ispiratore di vedere una generazione di giovani ingegneri e tecnici impegnati a trasformare la visione dell’esplorazione spaziale in realtà, ricordando che ogni fase di preparazione a terra è altrettanto cruciale del momento di accensione del razzo per garantire la sicurezza e il successo delle missioni oltre l’orbita terrestre.
Fonti
- I Am Artemis: Allison Mjoen — nasa.gov
- I Am Artemis: Allison Mjoen — nasa.gov
