Il 6 ottobre 2026 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato che Nidal Malik Hasan, l’ufficiale medico dell’esercito responsabile dell’attacco avvenuto il 5 novembre 2009 presso la base di Fort Hood, in Texas, sarà messo a morte tramite plotone d’esecuzione. La decisione arriva dopo un lungo iter giudiziario che ha visto Hasan condannato a morte nel 2013 da una corte marziale, con la sentenza confermata in appello nel 2015 e successivamente sottoposta a numerosi ricorsi che hanno ritardato l’esecuzione per oltre un decennio.
L’annuncio sottolinea due aspetti storici rilevanti. Primo, si tratterà della prima esecuzione militare effettuata dalle forze armate statunitensi dal 1961, quando l’ultimo militare fu giustiziato per reati di spionaggio durante la Guerra Fredda. Secondo, l’uso del plotone d’esecuzione rappresenta una pratica che non veniva impiegata dal termine della Seconda Guerra Mondiale, quando le forze alleate ricorsero a questo metodo per punire crimini di guerra e tradimenti. Negli ultimi decenni, la pena capitale nell’esercito americano è stata eseguita principalmente tramite iniezione letale, l’ultima delle quali risale al 1961.
Hasan, nato nel 1970 a Virginia e di origine palestinese, aveva prestato servizio come psichiatra nell’esercito. Durante l’attacco di Fort Hood, aprì il fuoco contro i colleghi uccidendo tredici persone e ferendo più di trenta, prima di essere neutralizzato dagli agenti di polizia militare. Il processo lo ha riconosciuto colpevole di tredici capi di omicidio premeditato e trentadue di tentativo di omicidio, oltre a numerosi capi di aggressione e uso di armi da fuoco in struttura militare.
La decisione di ricorrere al plotone d’esecuzione è stata presa dal Segretario alla Difesa dopo una revisione delle procedure di pena capitale militare, ritenuta più conforme alla tradizione storica delle forze armate per reati di particolare gravità. Alcuni esperti di diritto militare hanno osservato che la scelta potrebbe essere motivata sia da considerazioni simboliche, volendo sottolineare la natura eccezionale del crimine, sia da preoccupazioni pratiche legate alla disponibilità e all’accettazione dei farmaci per l’iniezione letale.
Le vittime e le loro famiglie hanno accolto l’annuncio con un misto di sollievo e preoccupazione. Mentre molti esprimono il desiderio che giustizia sia finalmente fatta, altri temono che l’esecuzione possa riaprire ferite profonde e suscitare dibattiti sul ruolo della pena capitale nelle forze armate. Organizzazioni per i diritti umani hanno criticato la decisione, sostenendo che il plotone d’esecuzione costituisce una forma di punizione crudele e insolita, contraria agli standard internazionali sui diritti umani.
L’esecuzione è prevista per le prime ore del mattino presso il complesso di detenzione militare di Fort Leavenworth, in Kansas, dove Hasan è stato detenuto sin dalla condanna. Le autorità militari hanno dichiarato che saranno adottate tutte le misure di sicurezza necessarie per garantire lo svolgimento ordinario della procedura, con la presenza di testimoni autorizzati rappresentanti delle vittime, dei media e dell’amministrazione penitenziaria.
Questo caso rimane uno dei più discussi nella storia recente della giustizia militare statunitense, poiché combina elementi di terrorismo interno, questioni di fede e identità, e il dibattito continuo sull’appropriatezza della pena capitale nel contesto delle forze armate.
