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Il leader samoano si scusa per il saluto nazista dopo la riemersione di un video del 2007

Schmidt ammette che il gesto è stato inappropriato e capace di offendere

Un filmato risalente al 2007 mostra il Primo Ministro delle Samoa, Fiame Naomi Mataʻafa, facendo un saluto nazista; il politico ha pubblicato una dichiarazione di scuse riconoscendo l'inappropriatezza del gesto e il dolore che potrebbe aver causato.

Il 6 ottobre 2026 la BBC ha riportato che un video datato 2007, in cui il leader delle Samoa appare mentre esegue un saluto nazista, è tornato a circolare sui social network, provocando un’ondata di reazioni internazionali. Nel filmato, della durata di pochi secondi, si vede l’allora ministro delle Finanze, oggi Primo Ministro, Fiame Naomi Mataʻafa, sollevare il braccio destro in un gesto che ricorda il saluto usato dal regime nazista tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale.

La diffusione del clip ha immediatamente attirato l’attenzione di giornalisti, attivisti per i diritti umani e leader della comunità internazionale, molti dei quali hanno sottolineato quanto quel simbolo sia ancora carico di dolore per le vittime dell’Olocausto e per le loro famiglie. In risposta, il Primo Ministro ha rilasciato una dichiarazione pubblica nella quale ha affermato: “I acknowledge that my actions “were inappropriate and capable of causing offence and hurt”.” La frase, mantenuta nella sua forma originale inglese come citazione breve, è stata tradotta nel contesto dell’articolo per chiarire il significato.

Nella nota ufficiale, Mataʻafa ha spiegato che il gesto fu fatto durante un evento informale e privato, senza alcuna intenzione di promuovere ideologie extremiste, ma ha riconosciuto che, indipendentemente dalle intenzioni, l’atto è stato percepito come offensivo. Ha aggiunto di aver appreso la gravità del simbolo solo dopo aver visto le reazioni e di aver deciso di scusarsi pubblicamente per evitare qualsiasi fraintendimento e per dimostrare rispetto verso le comunità colpite dall’odio nazista.

Esperti di storia e di comunicazione hanno commentato l’episodio sottolineando come i simboli del nazismo, anche quando usati fuori contesto, possono riaprire ferite storiche e alimentare discorsi di odio. Secondo la dott.ssa Lani Tavita, storica dell’Università delle Samoa, “il fatto che un leader nazionale compia un gesto simile, anche se involontario, richiede una riflessione profonda sulla responsabilità dei personaggi pubblici nel conoscere e rispettare la storia globale”.

Il governo samoano ha annunciato che organizzerà un breve incontro formativo per i suoi funzionari sui simboli dell’odio e sulle conseguenze dei gesti che possono essere fraintesi, al fine di prevenire simili episodi in futuro. Inoltre, il Primo Ministro ha dichiarato di voler collaborare con organizzazioni internazionali che si occupano dell’educazione sull’Olocausto, per contribuire a una maggiore consapevolezza globale.

L’episodio, sebbene risalga a quasi due decenni fa, ha dimostrato quanto il passato possa riemergere nell’era digitale e quanto sia cruciale la vigilanza nel riconoscere e correggere comportamenti che, anche se non intenzionalmente offensivi, possono avere un impatto negativo sulla percezione internazionale di una nazione.

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