Il 5 ottobre 2026 la BBC ha riportato che diversi deputati del Regno Unito hanno sollecitato l’apertura di un’indagine ufficiale dopo la morte di Simon Andriesz, il whistleblower che aveva portato alla luce presunti collegamenti tra il finanziere Howard Lutnick e la rete di Jeffrey Epstein. Secondo l’articolo, Andriesz aveva riferito di sentirsi “let down” dalla Financial Conduct Authority (FCA), l’ente di vigilanza finanziaria del Regno Unito, poco prima di scomparire.
Andriesz, ex analista di una società di investimenti con sede a Londra, aveva iniziato a collaborare con giornalisti investigativi nel 2024, fornendo documenti e testimonianze su operazioni finanziarie sospette che, a suo dire, avrebbero facilitato il riciclaggio di proventi illeciti legati alle attività di Epstein. Le sue rivelazioni avevano già attirato l’attenzione di alcune commissioni parlamentari, che avevano avviato audizioni informali per valutare la possibilità di conflitti di interesse tra grandi istituzioni finanziarie e individui collegati al caso Epstein.
Nella dichiarazione rilasciata pochi giorni prima della sua morte, Andriesz aveva affermato: “Ho segnalato ripetutamente alla FCA le anomalie che ho osservato, ma le mie preoccupazioni sono state ignorate o minimizzate. Mi sento abbandonato dal sistema che dovrebbe proteggere i cittadini dagli abusi di potere finanziario.” Queste parole hanno alimentato il dibattito su quanto efficace sia la vigilanza della FCA nei confronti di operazioni finanziarie complesse e transnazionali.
Dopo la notizia del decesso, avvenuta il 22 settembre 2026 in circostanze ancora non del tutto chiarite, almeno dieci deputati appartenenti a diversi schieramenti politici hanno presentato una mozione urgente alla Camera dei Comuni chiedendo al governo di avviare un’inchiesta indipendente sulle presunte omissioni della FCA e sulla gestione delle segnalazioni dei whistleblower. La mozione chiede inoltre di rivedere le procedure di protezione degli informatori, affinché chi denuncia illeciti non si trovi esposto a ritali o a mancato supporto.
Il portavoce della FCA ha risposto che l’agenzia collabora pienamente con le autorità competenti e che ogni segnalazione ricevuta viene valutata secondo i protocolli vigenti. Tuttavia, ha sottolineato che, senza elementi concreti di reato, non è possibile avviare indagini penali direttamente dall’ente di vigilanza.
Gli esperti di diritto finanziario intervistati dalla BBC hanno evidenziato che il caso solleva questioni fondamentali sull’efficacia dei meccanismi di whistleblowing nel Regno Unito, soprattutto quando le informazioni riguardano figure di alto profilo e flussi di capitale internazionali. Alcuni hanno suggerito l’istituzione di un ufficio dedicato alla protezione dei segnalanti, con poteri di intervento più rapidi e indipendenti rispetto alla struttura attuale della FCA.
Mentre le indagini sulla morte di Andriesz proseguono sotto la supervisione della polizia metropolitana, la richiesta parlamentare mantiene viva l’attenzione pubblica su un tema che intreccia finanza, giustizia e responsabilità istituzionale. Gli sviluppi futuri potrebbero portare a riforme normative volte a rafforzare la trasparenza e a garantire che le voci di chi denuncia illeciti non vengano soffocate.
