martedì 6 ottobre 2026Ultimo aggiornamento 2026-10-06 18:13:24
Oltre la Riga

Oltre la Notizia

Home Mondo

Mondo

Ex funzionario della FAO afferma di essere stato licenziato per aver denunciato la fame a Gaza

Benjamin Davis presenta ricorso contro il licenziamento, accusando la direzione di giochi politici

L'ex dirigente della Divisione trasformazione rurale e uguaglianza di genere della FAO sostiene che il mancato rinnovo del suo contratto sia legato alla pubblicazione di un brief sulla crisi alimentare nella Striscia di Gaza e alla partecipazione a veglie di silenzio in memoria delle vittime. Ha fatto ricorso contro il provvedimento.

Benjamin Davis, già direttore della Divisione trasformazione rurale e uguaglianza di genere della Food and Agriculture Organization (FAO), ha dichiarato di essere stato licenziato la settimana scorsa a causa del suo impegno nel mettere in luce la situazione di fame che colpisce la popolazione della Striscia di Gaza. In una dichiarazione rilasciata al The Guardian, Davis ha spiegato che la direzione dell’agenzia delle Nazioni Unite ha rifiutato il rinnovo del suo contratto dopo che il suo team aveva pubblicato, lo scorso anno, un brief analitico sulle condizioni di insicurezza alimentare a Gaza e aveva organizzato un seminario sul medesimo tema. Inoltre, avrebbe partecipato regolarmente alle “momenti di silenzio” settimanali organizzati nei locali della FAO per ricordare le vittime del conflitto.

Secondo Davis, il direttore generale della FAO lo avrebbe accusato di “giocare a giochi politici”, sostenendo che le sue iniziative fossero motivate da un’agenda partitica piuttosto che da preoccupazioni umanitarie. L’ex funzionario ha respinto queste affermazioni, sottolineando che il suo lavoro si è sempre attenuto al mandato dell’organizzazione di migliorare la sicurezza alimentare e promuovere l’uguaglianza di genere nelle zone rurali, indipendentemente dalle contingenze politiche.

Il licenziamento ha spinto Davis a presentare un ricorso ufficiale contro il provvedimento, chiedendo il reintegrazione della sua posizione e un riesame delle motivazioni addotte dalla direzione. Il ricorso è stato depositato presso il tribunale amministrativo interno della FAO, che dovrà valutare se la decisione di non rinnovare il contratto costituisca una violazione delle norme sul lavoro interno dell’organizzazione o una ritorsione per aver sollevato questioni sensibili.

La vicenda ha riacceso il dibattito interno alla FAO sul ruolo che l’agenzia deve giocare nei contesti di crisi umanitarie legate a conflitti armati. Alcuni colleghi di Davis hanno espresso solidarietà, affermando che evidenziare la fame a Gaza è parte integrante del mandato umanitario dell’agenzia, mentre altri hanno ritenuto che l’approccio di Davis potesse rischiare di politicizzare il lavoro tecnico della FAO.

La situazione a Gaza rimane critica: secondo le ultime valutazioni delle Nazioni Unite, oltre due milioni di persone nella Striscia vivono in condizioni di insicurezza alimentare acuta, aggravate dal blocco e dalle ripetute escalation di violenza. Il brief pubblicato dal team di Davis aveva messo in luce come la distruzione delle infrastrutture agricole e le restrizioni all’accesso ai mercati stiano riducendo drasticamente la disponibilità di cibo fresco e nutriente.

Mentre il ricorso procede, la FAO ha dichiarato di rispettare le procedure interne e di essere impegnata a garantire un ambiente di lavoro libero da ritorsioni. Tuttavia, il caso solleva interrogativi su come le organizzazioni internazionali bilancino l’obbligo di riferire sulle crisi umanitarie con la necessità di mantenere la neutralità percepita nei contesti politici complessi.

Fonti